mercoledì 24 gennaio 2018

I cognomi degli Ebrei



Agli EBREI si diede un cognome soltanto nel Settecento. Fino ad allora essi venivano indicati con epiteti come: israelita, ebreo, semita, giudeo. Assunsero cognomi di luogo di origine (Modena, Bologna, Lucca ecc.) o altri indicanti professioni o mestieri: Coen (sacerdote), Cantor, Cantorini, Sacerdoti, Mugnai, Levi (levita).
Di contro non è esatto affermare che tutti i cognomi geografici siano propri degli ebrei.

martedì 23 gennaio 2018

Influenza del dialetto sulla formazione cognominale



Alcuni esempi:

 Italia meridionale: Capotuosto (testa dura) - Colantuono (Nicola Antonio) – Gruosso (grosso) - Ciaramella  (piva) – Bellomunno (bel mondo) – Lo Chiatto (tarchiato) – Russo (rosso) – Cardellicchio (cardellino) – Palumbo (colombo) – Loprevite (il prete) – Parrino/ello (prete) – Picciotto (ragazzo)

 Italia settentrionale: Codebò (testa di bue) – Codecà (capo di casa) – Barbè (barbiere) – Zorzi (Giorgi) – Brusacà (incendiario)

Cognomi palermitani derivati dal Fico


Cognomi di Palermo derivati dal FICO

Innanzitutto FICO, poi  FICALORA, FICANO/I, FICARA, FICARRA, FICHERA, FICUCIELLO, FIGA', FIGUCCIA, FICAROTTA, FECAROTTA. Quanto a quest’ultimo, evidentemente è stato richiesto il mutamento della I originaria in E.

Cognome di Beatrice nella Divina Commedia

Portinàri – Cognome frequente in provincia di Vicenza, con buone presenze in quelle di Pavia, Milano e Verona. Da un soprannome formato sull’antico toscano portinaro ‘portinaio; usciere; guardiano civile o militare delle porte d’una città o terra murata; gabelliere che riscuoteva i dazi al passaggio delle porte, dal latino medievale portinarius. Beatrice o Bice Portinari Bardi (1266-1290), mai citata col cognome nella “Divina Cornmedia”, è fiorentina, coetanea di Dante, figlia di Folco Portinari che nel 1285-88 fondò l’ospedale di S. Maria Nuova, maritata a messer Simone di Geri de' Bardi nel 1286. Dante la vide per la prima volta a nove anni, la rivide nove anni dopo, e l’amore spirituale per lei ispirò una gran parte della sua poesia.

Suffissi derivativi

I nomi unici, che G. D. Serra chiamava "nomina singula", erano in via di esaurimento verso l'anno Mille, per cui si dovette ricorrerre su tutto il territorio nazionale a numerosi suffissi derivativi. Come chiamare infatti il figlio di un Bernardus (Bernardo) per distinguerlo dal padre? Ma naturalmente Bernardellus (Bernardello) o Bernardinus (Bernadino)  ovvero "il piccolo Bernardo" (ellus e inus suffissi derivativi).
Ha invece perso di interesse l'annosa teoria che vedeva nella desinenza in I dei cognomi o un genitivo singolare del latino medievale (filius Bernardi) o un nominativo plurale di valore collettivo  (i Bernardi intesi come famiglia).

I cognomi dell'orto

  I COGNOMI DELL’ORTO   Aglio Anguria pochissimi Asparagi pochi Basilico abbastanz Bietola pochissimi Carciofo pochi Cardo...